L’accompagnamento al lavoro di giovani e adulti: la via per l’occupabilità

Nel corso dello European Business Summit 2016 a Bruxelles, Hans van der Loo, ex vicepresidente della Shell, ha evidenziato che il cambiamento in atto nel corso di questa epoca ha una portata tale da poter essere definito come l’inizio di una nuova “era”, l’Antropocene. Focalizzandosi sull’ambito dell’educazione, formazione e transizione al lavoro, van der Loo afferma: “Today we are educating our young for jobs that do not yet exist, in order to solve problem we are not yet even aware of. Only few seem to be aware of the exponential reality and we seem to think we can tackle 21st century challenges with 20th century education”. Il suo intervento è stato poi ripreso e ampliato dallo stesso van der Loo nel corso della terza edizione del Convegno “Cometa Social Innovation” del 5 maggio 2017: il cambiamento d’epoca in atto, infatti, segna inequivocabilmente la traiettoria di cambiamento del settore educativo, formativo e del lavoro.

(Articolo a cura di Paolo Nardi, Samuela Arnaboldi e Barbara Robbiani)

La creatività è una competenza?

Nella recente pubblicazione da parte di Fondazione Agnelli dal titolo Le competenze, Una mappa per orientarsi, si traccia una sintesi efficace del dibattito attuale sul tema, dentro il quale albergano molte tensioni e dicotomie che vorremmo provare a risolvere dal punto di vista di quella facoltà così prettamente umana che è la creatività. Nel dibattito attuale si trovano infatti spesso contrapposti i due paradigmi di apprendimento, quello impropriamente detto “trasmissivo” di conoscenze e abilità e quello detto appunto “per competenze”. Ci si accusa da un lato di rendere la scuola “solo” un ingresso al mondo del lavoro dimenticandosi del suo fondamentale compito di educare al pensiero critico attraverso la cultura. Dall’altro si accusa di immobilità, astrattezza, insignificanza e inutilità la scuola “tradizionale” fondata sui programmi e le verifiche. Il contributo di Fondazione Agnelli ha il merito di mostrare la parzialità e la riduzione insite in queste polarità schierate una contro l’altra: di competenze ante-litteram parlavano già menti che hanno rifondato l’idea di scuola nel ‘900 come John Dewey, o la nostra rivoluzionaria Maria Montessori; il concetto è stato anche alla base anche della “pedagogia degli obiettivi”, da Tyler a Mager, da Bloom a Guildford, fino al costruttivismo cognitivista e al sociocostruttivismo. La didattica per competenze ha, oltre a questa origine endogena, anche una origine esogena: il mondo del lavoro (che è il mondo adulto: non è uno degli obiettivi della scuola, insieme alla famiglia, contribuire a generare un adulto?) con le sue trasformazioni, le sue richieste, il suo “reclamare” persone che posseggano alcune doti fondamentali per poter dare il loro contributo.

Reality-Based Learning And The Oliver Twist School: Towards A New Approach In VET

Recent debate on VET, at both institutional and academic levels, points out the need for new approaches able to face the current and future challenges: (technical and social) innovation, attitude to lifelong learning, internationalization, literacy, among the others (Dato, 2017). A stronger partnership between the industrial and the educational systems is increasingly suggested (WEF, 2016). However, it is clear that rather than rooted only on work-based learning, the needed competences for the “unknown future” (Mulder, 2017) depend on new approaches able to stimulate in the students/apprentices a lifelong learning attitude (Pouliakas, 2017). This research, based on a case study analysis, aims at outlining the main elements of originality of a new approach called “reality-based learning” developed by Cometa Formazione-Oliver Twist School and measuring a set of KPIs to evaluate outcomes and social impacts of the approach. In this approach, both the professional training and the general education are integrated in a learning process based on involving students in the design and production of real products for real customers in school’s workshops. The analysis outlines mainly positive results in terms of human and relational growth; cultural and professional growth; school dropout reduction and public system savings; employment increase.

(Article by Paolo Nardi and, from Politecnico di Milano, Irene Bengo and Debora Caloni, presented at ECER 2018 and published on the Special Issue of IJRVET)

Reinventing the old fashioned? Cometa’s educational approach seen by European visitors

Cometa, Oliver Twist School in Como. Something fascinating happened during the 2nd transnational Meeting for the European project called Leadership for Learning. We had the opportunity of being observed by a group of teachers and team leaders from Denmark, Finland, the Netherlands and Hungary. There were five main aims: developing a transnational network between leaders in VET; exploring, describing and exchanging different types of leadership of learning practices; identifying leaders and teachers’ leadership skills; discussing visions for future leadership in VET.

Inspiring School Change through Creative Arts…anche in Italia?

Come le arti creative possono innescare un processo di cambiamento della scuola? La recente pubblicazione dal titolo Inspiring School Change, Transforming Education through the Creative Arts, di Christine Hall e Pat Thomson mostra i risultati del programma di rinnovamento delle pratiche scolastiche promosso dal Regno Unito dal titolo Creative Partnerships (CP). Gli autori riconoscono a questa iniziativa governativa una differenza notevole rispetto agli altri tentativi di riforme precedenti: di natura più organica, è stata trasformata durante lo svolgimento, modificandone via via gli obiettivi. Il focus del programma non è stata una generica promozione delle arti ma il tentativo di creare connessioni tra le industrie creative, le scuole e le persone implicate. Le regioni sono state incoraggiate a sviluppare le proprie priorità e il proprio ethos in un quadro comune semplice che ha richiesto loro di articolare una chiara visione locale, lavorare con un numero specifico (prescritto) di scuole, impegnarsi nell’apprendimento e nella ricerca e assicurare che a ciascuna delle scuole partner fossero assegnati «agenti creativi». Il centro direttivo nazionale del CP ha mantenuto un impegno di ricerca e un dialogo con le diverse regioni attraverso visite e scambi, conferenze, una varietà di pubblicazioni scientifiche e un sito web ampio e aggiornato.

Concept Thinking: non c’è prodotto senza processo creativo. Visita al Da Vinci College di Dordrecht

Dal 20 al 23 marzo ho partecipato al primo Transnational Meeting del progetto Leadership for Learning presso il Da Vinci College di Dordrecht (NL), vincitore dell‘Innovative VET provider Award for the European Vocational Skills Week 2017. L’incontro è parte di una serie di momenti di lavoro che vede coinvolto un team formato da insegnanti e dirigenti provenienti da Danimarca, Olanda, Italia, Ungheria e Finlandia. Il progetto si configura come una ricerca, uno scambio di buone pratiche, e la creazione di una rete di persone ed enti coinvolti nel sistema VET. Dal punto di vista personale è stato un incontro estremamente proficuo per conoscere il sistema educativo olandese e la cultura del Da Vinci College in particolare. Abbiamo constatato la similarità di molti problemi e domande e quindi condiviso molti punti che ci accomunano nel rispondere alle medesime sfide, in particolare concernenti il dialogo tra la scuola e le aziende, e come nell’uno e nell’altro contesto avvenga l’apprendimento.

Ripensare la didattica a partire dall’esperienza di stage: la potenza del compito di realtà

Come si apprende in un contesto di lavoro? Lo si fa diversamente da quanto accade a scuola? In che modo le due esperienze possono integrarsi? Dopo la prima esperienza di stage a metà dell’anno i ragazzi del secondo anno del Liceo Scientifico Artigianale di Cometa Formazione S.C.S. hanno riportato giudizi e osservazioni molto interessanti circa il valore dello studio e del lavoro. Guardando insieme al consiglio di classe quanto emerso dalla loro voce ci si è posto il problema di ripensare il metodo didattico a partire da quello che gli studenti hanno riportato.

L’Approccio Educativo di Cometa. Un Rapporto sulla Scuola Oliver Twist

Lo scorso 20 febbraio 2018, Cometa Formazione e Cometa Research hanno organizzato la conferenza “L’approccio educativo di Cometa. Rapporto sulla Scuola Oliver Twist”. Nel corso della conferenza è stato presentato ufficialmente il rapporto promosso da Fondazione Agnelli e curato da Gaia Banzi (Università di Milano Bicocca) con la supervisione scientifica di Susanna Mantovani (Università di Milano Bicocca) sulla originalità pedagogica e la trasferibilità dell’approccio di Cometa. Tra i relatori, hanno partecipato Shyamal Majumdar (Direttore di UNESCO-UNEVOC) e Mariavittoria Garlappi (ETF Foundation).  

Condividiamo le conclusioni del rapporto in questo blog. La versione completa in italiano e inglese è disponibile a questo link.

The Pedagogic Function of Reality in Progressive Vocational Education: the Case of Cometa Formazione

In May 2017 I had the privilege to be a guest of Cometa Formazione in Como, Italy. I learned that this organization employs a set of philosophical, pedagogical and educational design principles which makes it quite unique in the world of vocational education within the European Union and beyond. Started as a fostering association of a group of families, it evolved in an organization for vocational education for both foster and regular students. Beauty is seen as an essential driver of respect and attraction, which influences behaviour and learning. The set of principles on which the practices of Cometa Formazione are based will be shortly described below. The principles go very well together with notions of progressive education, which is an educational philosophy developed by Dewey. He stated that discovery learning and applying acquired knowledge to the world around children was the right pedagogical approach for all education. Experiential learning thus became an essential ingredient of progressive education.

Educare alla creatività per affrontare le sfide della grande trasformazione del lavoro

Al giorno d’oggi osserviamo una progressiva digitalizzazione che corre a velocità esponenziale, mentre la scuola sembra sempre in ritardo sulle trasformazioni del mondo del lavoro. Quali potenzialità della persona sono chiamate in causa da questi fenomeni? Il lavoro portato dentro la scuola può essere l’occasione del loro sviluppo?