Un’alleanza educativa multi-stakeholder per la personalizzazione: la strada per i minori fuori famiglia

La promozione del benessere scolastico dei bambini e dei ragazzi che si trovano temporaneamente fuori famiglia (in affido etero familiare, oppure ospiti di comunità residenziali compresi i minori non accompagnati) è un tema oggi di grande rilevanza. Questo concept note rappresenta una riflessione sintetica frutto del lavoro di équipe di educatori e formatori che operano all’interno del network Cometa.

The steps toward excellence in VET: an overview on recent policies

“Making VET a first choice”: this is one of the main goals the recent EU New Skills Agenda (20161) has set for next years. Few months before, the so-called Riga Conclusions (20152) were approved during the EU Latvian Presidency by the Ministers of Education from the European Union Member States, candidate countries, Iceland, Norway and Liechtenstein, endorsing the new medium-term deliverables for vocational education and training. During this meeting, the ministers, supported by the associations of the European VET schools, aimed at stressing their efforts “in raising the overall quality and status of VET in the context of the Copenhagen process”. What declared in Riga and promoted one year later in the EU Skills Agenda, represents a new crucial step towards a set of new priorities and actions which will affect in particular the VET system at European level.

In memoriam: Zygmunt Bauman in Cometa

Bauman

In ricordo del grande Zygmunt Bauman, a un mese dalla scomparsa, Cometa Research condivide alcuni appunti in italiano dell’intervento che il grande sociologo ha svolto nel corso della seconda edizione di Cometa Social Innovation, nell’ottobre 2015.
L’affermarsi dell’attuale profondo mutamento sociale, la “società liquida”, pone nuove sfide e opportunità per tutti. Zygmunt Bauman ha offerto una riflessione sul cambiamento epocale in atto e delle sue conseguenze visibili. Nella stagione della decostruzione occorre anzitutto, per dirla con Bauman, una “genuina rivoluzione culturale” che, nel riscoprire la posizione più vera dell’uomo di fronte all’ordine della natura, permetta un lavoro di ricostruzione della persona e della società come rete di persone.
(Appunti in italiano, non rivisti dall’autore)

Una prospettiva nuova: dall’insegnante di sostegno al co-docente

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Nel 2013-2014 il numero degli insegnanti di sostegno è stato pari a 110.216 (dati ufficiali del MIUR), figure professionali molto importanti per il contributo che hanno saputo dare all’integrazione degli alunni con disabilità negli ultimi quarant’anni. Oggi l’integrazione scolastica è in crescente difficoltà per il diversificarsi dei bisogni all’interno delle classi: disabili, DSA, BES. Spesso i docenti curricolari si sentono impreparati, gli insegnanti di sostegno insoddisfatti e, con loro, molte famiglie di alunni con disabilità. Partendo da queste considerazioni ci si chiede: come si possono realizzare i valori di equità e di partecipazione che sono alla base dell’integrazione scolastica che l’hanno ispirata? È possibile pensare a una scuola più inclusiva senza gli insegnanti di sostegno come siamo attualmente abituati a vedere? Come superare radicalmente la figura professionale “speciale” dell’insegnante di sostegno trasformandola profondamente? Non è facile, ma possibile, ciò potrebbe portare numerosi vantaggi per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità e, in prospettiva, per una didattica realmente inclusiva. La chiave di questa proposta è lo stesso insegnante di sostegno, il cui ruolo si evolve. Un grande fattore culturale che cambia radicalmente.
(Articolo pubblicato su Nuova Secondaria, n.6/2016 anno XXXIII)