La didattica laboratoriale quale approccio metodologico che deriva dal modello Autoregolativo (Mercadante, 2007) è quanto utilizza Il Manto per elaborare il Curricolo dei talenti e dei potenziali di ogni alunno; un bilancio di competenze e capacità osservate in azione. Approccio che si fonda su due concetti fondamentali:
- competenza/capacità, intesa come espressione personale di tenere insieme sia la dimensione conoscitiva e operativa (relative all’ambito disciplinare) sia la dimensione emotivo-socio-relazionale-civica (relativa alle competenze chiave di cittadinanza), visto che si è sempre in un contesto civico;
- ottica laboratoriale, intesa sia secondo i contorni delineati dal Decreto Ministeriale del 27 dicembre 2012, che lo vede come luogo fisico e come momento in cui il minore progetta, sperimenta, discute, impara, negozia, costruisce e valuta risultati; sia come approccio all’autoregolazione del pensiero che si pensa e che poi agisce in autonomia e corresponsabilità.
In tal senso, la didattica laboratoriale è finalizzata a sviluppare le potenzialità volitive e organizzativo-civiche del giovane secondo tre dimensioni che sostanziano la persona competente e le sue specifiche capacità del comprendere e del produrre:
- la dimensione conoscitiva, relativa all’ambito disciplinare di un sapere riconosciuto utile, pertanto necessario a scegliere consapevolmente;
- la dimensione operativa, inerente le capacità progettuali, di scelta, di pianificazione, di realizzazione-revisione su base critica dal problem posing al problem solving oltre che strategica;
- la dimensione emotivo-socio-relazionale-civica, inerente alla propria gestione nel contesto in cui opera in quel momento, al rapporto con se, coi pari, con gli adulti e al progetto scelto.
Con l’accompagnamento di educatori professionisti i ragazzi approcciano la didattica attraverso l’esperienza che coniuga “sapere” e “saper fare” per cui: imparano le proporzioni e le frazioni preparando i biscotti; scoprono le figure piane progettando e poi costruendo un aeroplano di legno; sperimentano il clima, il sistema solare, la ricaduta delle nostre azioni nella chimica di base attraverso la progettazione e cura delle coltivazioni.
Nei diversi laboratori realizzati in un ambiente “domestico e familiare” gli educatori sollecitano il contributo di ogni ragazzo nell’ideare, immaginare progettando [pro-jecto], pianificare, confrontare, realizzare e poi valutare le reciproche azioni facendo rendiconti economico-sociali. Questa metodologia attiva la volontà del fare, del mettersi in gioco come protagonista, del provare, sapendo che sbagliando si impara a superare le frustrazioni. Il giovane “mette in campo” e misura la propria creatività insieme alle materie scolastiche, coopera e si confronta con gli altri, prende atto delle sue capacità e sviluppa progetti.
In questo senso le attività laboratoriali integrano sia i linguaggi del curricolo scolastico con il curricolo extra-scolastico; sia i saperi e i metodi di studio interrogando le conoscenze nella loro complessità e reticolarità interdipendente. È proprio sulla base di questa impostazione che nasce l’elaborazione di un “Curricolo extrascolastico dei talenti e dei potenziali di ogni ragazzo” a cura di Mercadante, con l’intento di integrare il profilo dello studente con il profilo espresso dalla scuola. Questo documento contiene strategie e processi manifestati nei vari contesti laboratoriali, il livello di organizzazione del ragazzo mentre svolge il suo compito e i prodotti lo studente ha realizzato al meglio, poiché, se valorizzati, sarà in grado di ripeterli nel prossimo futuro. Il curricolo è redatto con e per il ragazzo stesso, per la famiglia e per la scuola, come richiesto dalle Indicazioni Ministeriali, per documentare le capacità significative agite dal ragazzo al di fuori dell’ambito scolastico. Competenze contestualizzate che il ragazzo esercita in modo multidimensionale in quanto espressione di abilità: manuali, cognitive, metacognitive, relazionali, emotive e civiche.
Il modello Autoregolativo di riferimento applicato da Il Manto vede infatti la persona competente come “insieme integrato di conoscenze, abilità e atteggiamenti, utili a far fronte ad un compito o a un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto e a orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive e a utilizzare le risorse esterne disponibili in modo coerente e fecondo” (Pellerey, 2004:12) competenze descritte come etica della responsabilità, dell’autonomia e dell’esercizio di cittadinanza (Raccomandazioni del 23-4-2008, Quadro Europeo delle qualifiche; ONU, Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile, ob 4: fornire una educazione di qualità, equa, inclusiva e di opportunità di apprendimento per tutti ).
